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Il Blog di Sergio De Gregorio
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L’ex premier avrebbe pagato
il passaggio di De Gregorio
dal centrosinistra al centrodestra facendo cadere il governo Prodi.
L’ex senatore patteggia 20 mesi
La prima udienza sarà l’11 febbraio

Rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e Valter Lavitola, imputati nel processo per la presunta compravendita di senatori al fine di far cadere il governo Prodi. Lo ha deciso il gup Amalia Primavera. La prima udienza del processo è stata fissata per l’11 febbraio 2014.

È stata poi accolta dal gup la richiesta di patteggiamento a 20 mesi di reclusione avanzata dalla difesa di Sergio De Gregorio, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Il dispositivo - con il rinvio a giudizio per Berlusconi e Lavitola - è stato letto dal giudice Amelia Primavera dopo circa un’ora e mezza di camera di consiglio. L’avvocato Carlo Fabbozzo, che assiste l’ex senatore De Gregorio, si è detto soddisfatto.

Valter Lavitola «ha spiegato il modo, i tempi e le ragioni per cui ha dato soldi a De Gregorio fornendo la sua versione dei fatti. Evidentemente il giudice ha ritenuto necessario andare a processo e siamo anche contenti di farlo, chiariremo tutto». A parlare è l’avvocato Guido Iaccarino, legale dell’ex direttore de `L’Avanti!´ che oggi ha parlato davanti al gup nell’udenza preliminare del processo sulla presunta compravendita di senatori. Lavitola e l’ex premier Silvio Berlusconi sono stati rinviati a giudizio. «Chi lo conosce - ha aggiunto Iaccarino al termine dell’udienza - sa che il mio assistito è molto coriaceo, anche questa nuova carcerazione un po’ severa non l’ha abbattuto troppo. Speriamo possa quantomeno tornare ai domiciliari a breve, poi che su questa vicenda si possa fare chiarezza».

Dure le reazioni del Pdl. «Milano chiama, Napoli risponde. L’accerchiamento giudiziario sul presidente Berlusconi continua, senza esclusione di colpi. L’obiettivo però non sarà raggiunto. Gli siamo ancora più vicini in questo particolare momento. Nessuno si illuda, Silvio Berlusconi resterà a lungo il leader del centrodestra e della maggioranza degli italiani», dichiara il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. «Il rinvio a giudizio è una non notizia, semmai è un’altra certezza dell’accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi»: così Daniela Santanché ai microfoni di Radio Montecarlo.

Fonte: http://www.lastampa.it/2013/10/23/italia/politica/berlusconi-oggi-la-decisione-del-gup-sulla-compravendita-dei-senatori-776uNNw4if4AtuMbABnIZP/pagina.html

L’ex senatore svela ai magistrati milanesi come l’allora presidente del consiglio intervenne per ostacolare il processo Mediatrade. Tra gli imputati ci sono il figlio, Piersilvio e il braccio destro Fedele Confalonieri.

Silvio Berlusconi, nelle vesti di presidente del Consiglio, si attivò con le autorità di Hong Kong per bloccare una rogatoria dei pm milanesi nell’inchiesta Mediaset. A sostenerlo è l’ex senatore campano, Sergio De Gregorio. Ascoltato a verbale due settimane fa a Milano dal pm Fabio De Pasquale, De Gregorio ha svelato gli interventi diplomatici effettuati da lui direttamente e del Cavaliere, per ostacolare l’inchiesta.

“Berlusconi mi disse - ha spiegato De Gregorio - che l’ambasciatore cinese avrebbe fatto quanto in suo potere per bloccare questa rogatoria”. Per l’ex senatore, l’obiettivo del Cavaliere era fermare le richieste di indagine della Procura di Milano su delle società riconducibili a Frank Agrama, ritenuto dai pm di Milano il socio occulto di Berlusconi nella creazione di fondi neri. De Gregorio fa riferimento ad un incontro riservato tra l’ambasciatore cinese in Italia Dong Jinyi e Berlusconi avvenuto a palazzo Grazioli a cui partecipò “anche Valentino Valentini, consigliere politico di Berlusconi”.

“Dopo la caduta del governo Prodi - ha proseguito De Gregorio - continuai a occuparmi della vicenda relativa alla rogatoria Mediaset mantenendo i rapporti con la rappresentanza di Hong Kong ma solo a livello informativo perché il più era stato fatto, la questione sembrava risolta”.

fonte:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/09/24/news/de_gregorio_ai_pm_cos_berlusconi_da_premier_blocco_rogatoria_ad_hong_kong-67161961/

Compravendita senatori, via all’udienza per Berlusconi. De Gregorio chiede il patteggiamento

Codacons e Italia dei Valori chiedono di potersi costituire parte civile nel procedimento

De Gregorio, il grande accusatore: ma non sono un caso isolato nel Parlamento delle prebende

E’ iniziata a Napoli l’udienza preliminare che vede l’ex premier Silvio Berlusconi imputato di corruzione con l’ex senatore del Pdl Sergio DeGregorio e l’ex editore dell’Avanti! Valter Lavitola.

Berlusconi non e’ in aula, lo rappresentano gli avvocati Niccolo’ Ghedini e Michele Cerabona. Presenti invece Lavitola, (difeso dall’avvocato Gaetano Balice) che si trova agli arresti domiciliari per i fondi al quotidiano, e DeGregorio, (assistito dall’avvocato Carlo Fabbozzo) che ha lasciato i domiciliari pochi giorni fa dopo tre mesi.

Proprio DeGregorio ha chiesto il patteggiamento a un anno e 8 mesi. La Procura ha dato l’ok, la sua posizione potrebbe essere stralciata.

L’udienza si celebra davanti al giudice Amelia Primavera in un’aula al sedicesimo piano della Torre B.

La Procura diretta da Giovanni Colangelo e’ rappresentata in udienza dai pm Fabrizio Vanorio e Alessandro Milita, che hanno affiancato nelle indagini i pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli.

Hanno chiesto di costituirsi parte civile il Codacons e l’Italia dei Valori, rappresentata dall’avvocato Alfonso Trapuzzano, e Antonio Di Pietro.

Il giudice deciderà il 19 luglio sulla richiesta di patteggiamento di DeGregorio. Ammessa la costituzione di parte civile di Codacons e Idv, rigettata quella di Di Pietro. L’udienza prosegue per Berlusconi e Lavitola.

L’udienza e’ stata rinviata al 19 luglio. La difesa ha sollevato eccezione di incompetenza territoriale chiedendo la trasmissione degli atti a Roma. Gli avvocati hanno inoltre chiesto di trasmettere gli atti alla giunta del Senato perché le condotte di De Gregorio sarebbero coperte dalle prerogative della Costituzione in materia di parlamentari. Il giudice si e’ riservato.

fonte: larepubblica.it http://goo.gl/BuwAL

“L’accusa di riciclaggio nei miei confronti non esiste. I giudici del Riesame di Napoli lo hanno sancito definitivamente: la richiesta dei pm è insussistente di gravi indizi”.

Lo afferma il senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato e leader nazionale del movimento politico «Italiani nel mondo»,             commentando l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli che conferma le conclusioni del Gip che non aveva accolto le richieste della Procura partenopea.

Scrive il Riesame: a giudizio del collegio vi è insussistenza di un grave quadro indiziario in ordine alle ipotesi azionate dall’accusa.

“Pur non avendo ricevuto in questi anni grande solidarietà - aggiunge De Gregorio -, per la seconda volta vedo trionfare la verità e la giustizia. Tanto mi basta: ogni crociata contro i magistrati non tiene conto che ad ogni atto istruttorio segue la verifica di un giudice di merito che fa prevalere la propria terzietà sul clamore mediatico delle prime suggestioni.

Continuo ad essere fiducioso nella giustizia anche se in questi anni è stata durissima. Rispetto alla tentazione della protesta e dello scontro ho fatto prevalere la serenità del silenzio fiducioso e consapevole. E’ con questo spirito - conclude De Gregorio - che sento di dover ringraziare i miei elettori per la fiducia dimostrata, senza alimentare polemiche con il potere giudiziario cui oggi bisognerebbe tendere la mano per evitare scontri faziosi e dannosi per il Paese”.

“Gli Italiani nel Mondo, in qualità di socio fondatore del Pdl, sostengono la candidatura, ormai certa, dell’onorevole Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, fondatore di Italiani nel Mondo, intervenuto ad Avellino per incontrare gli iscritti ed i simpatizzanti del movimento presso la sede provinciale di piazza Libertà.
Il senatore De Gregorio nel suo intervento ha sottolineato come sia necessario che l’Irpinia venga rappresentata da chi con cuore e con passione sta portando avanti la mission di Italiani nel Mondo ed il suo auspicio è di vedere quale candidata irpina alle Regionali proprio la coordinatrice provinciale Ines Fruncillo.
"L’obiettivo di Italiani nel Mondo è quello di voltare pagina. Basta con le promesse che non si mantengono, basta con i megaprogetti in quanto spesso, o meglio sempre, non trovano concretezza.
I campani chiedono di vivere una vita normale, non frutto di continue emergenze e quindi, fatti concreti e non la corsa alla poltrona. Chiedono alla politica di rappresentarli e di essere tutelati".
In merito alla nostra provincia, il senatore De Gregorio ha rimarcato come “… l’Irpinia meriti, dopo i grandi padri della politica, di giovani disponibili ad ascoltare quando i consigli sono buoni, disponibili ad essere lontani dai litigi perchè inquinano il territorio e la voglia di fare. Stare lontani dai litigi e stare vicini alla squadra: questo in sintesi il punto saliente per il futuro della nostra terra”.

L’on. Karl Lamers, vicepresidente dell’Assemblea parlamentare della Nato e presidente dell’Associazione per il Trattato Atlantico, stamane, al «Rome Atlantic Forum» (tenutosi presso la sala delle conferenze internazionali della Farnesina) ha voluto complimentarsi con il presidente della delegazione italiana, sen. Sergio De Gregorio, per la sua elezione alla guida della sottocommissione sulle relazioni transatlantiche, nuovo e prestigioso incarico che l’assemblea della Nato ha voluto affidargli.
«Se la Nato fosse stata solo un’alleanza militare difensiva, non avrebbe retto all’usura del tempo, ed avrebbe perso di significato dopo la fine del patto di Varsavia. Invece essa è sopravvissuta alla fine del suo blocco antagonista originario, trovando nella propria identità e nei suoi valori di riferimento le ragioni di un rinnovamento e di un riposizionamento strategico che è tuttora in atto – ha affermato De Gregorio, nel corso del suo intervento al workshop -. Il segreto del successo della Nato è, a mio avviso, quello della tenuta politica della comunità transatlantica, che le ha permesso, tra alti e bassi della storia, di superare momenti difficili e crisi anche profonde, proprio grazie al costante riferimento a un sistema di valori condivisi».
«Siamo convinti che la dimensione parlamentare della Nato sia destinata ad assumere un peso politico crescente e che il coinvolgimento attivo dei parlamenti e delle opinioni pubbliche nel dibattito sul processo di trasformazione dell’Alleanza e di elaborazione del suo Nuovo Concetto strategico sia un passaggio essenziale e ineludibile per aumentare la legittimità del processo di revisione in atto e il consenso politico che la accompagna».
Per De Gregorio, i «successi conseguiti e i traguardi raggiunti non devono far dimenticare quanto sia importante portare a compimento, nei tempi e nei modi che la politica renderà disponibili, l’integrazione dei Balcani occidentali nella comunità euroatlantica. Dobbiamo farci carico, come italiani e come membri della Nato, della progressiva e definitiva stabilizzazione di questa parte di Europa che, a brevissima distanza dal nostro territorio, è ancora teatro di divisioni profonde e che non ha ancora goduto appieno del dividendo di stabilità e di sviluppo della fine della guerra fredda. Per questo motivo ho assunto l’iniziativa, approvata dall’Assemblea parlamentare Nato, di un Tavolo Adriatico, nel quale incontreremo i leader politici dei paesi dell’area».

Roberto Cristiano è l’autore delle “100 domande al Senatore Sergio De Gregorio” ed in passato pubblicò, in qualità di capo redattore dell’Avanti in Sicilia, “Un Ponte per lo Stretto”, presentato in Italia ed in America. Oggi, per la casa editrice “Pagine”, esce il suo primo romanzo “ilmiosoloamicaègiasone”, che sarà presentato il 19 Gennaio 2010 presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli.

La storia è singolare ma non smette mai di sorprendere. Il libro si apre con un suicidio che è quello di Marcelo, giovane scrittore che non ha mai venduto un libro e la sua vicenda viene ripercorsa da Elisa, sua giovane fidanzata, attraverso i suoi ricordi. Elisa ricordando va in seguito via dalla camera di Marcelo, portando con sé alcuni suoi scritti. I racconti così introdotti parlano di Natale, un ammalato di Aids che si sposa l’ultimo giorno della sua vita, con coscienza e con forza. Parlano di Mario, ammalato di cancro, angelicato e salvato dalla sua stessa moglie. Infine si conosce Tommasino, bambino portatore di grave handicap, e di sua madre, donna forte e di grande rilievo, che vive intensamente e con fede la sua  vicenda.
 L’autore ha distribuito alcune copie agli utenti di Facebook. Ecco qualche parere:   
"… i tre racconti centrali mi hanno profondamente commosso ed in particolare la storia di Natale. Alcune volte noi uomini siamo “costretti” dalla società a dovere nascondere i nostri sentimenti o le nostre emozioni. Natale è un uomo che ha lottato nella vita, che vuole fare il duro, ma che non ha paura di mostrare le sue lacrime. E’ un uomo che dalla sofferenza ha guadagnato l’amore per la vita… (Gennaro Rosanova)
Ed ancora:
“…molti temi importanti vengono trattati nel romanzo di Roberto Cristiano: l’Aids, l’autismo, la morte, il suicidio, il dolore, l’amore, il perdono, la gioia e la vita, riecheggiano in tutte le storie ma pieni di Spirito e di Luce. Dalle pochissime osservazioni fatte fin qui, ci si può rendere conto di quanto il romanzo sia ricco di spunti per la ricerca, l’analisi e la decifrazione… (Umberto Cascone)
Tale testo potrebbe essere paragonato ad un avvincente film: il lessico, infatti, appare incalzante e coinvolgente, riuscendo a trascinare il lettore via via in una lettura sempre più emozionante e creando un pathos finale che induce a leggere con il fiato sospeso fino all’ultima riga.

“Il non luogo a procedere nei confronti del generale Nicolò Pollari, in relazione al processo Abu Omar, conferma che l’ex direttore del Sismi è un integerrimo servitore dello Stato”.
Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Finalmente, il tribunale restituisce la vera immagine del generale Pollari: un uomo perbene e fedele alle istituzioni democratiche; immagine, peraltro, cui abbiamo sempre creduto.
E, contestualmente, si apre uno spiraglio di riflessione anche sul ruolo di Marco Mancini, che in questi anni ha dovuto affrontare pesanti prove personali, avendo anche lui sempre servito lo Stato con fedeltà e rigore”.

«Fu un errore candidare De Gregorio? L’on. Di Pietro si interroga in ogni occasione pubblica, quasi che avesse inserito in lista un delinquente comune. Mi è d’uopo ricordargli che il sen. De Gregorio, nonostante le sue sistematiche aggressioni, è tuttora incensurato, alle prese con vicende giudiziarie dalle quali, come nel caso di Reggio Calabria, viene spesso ritenuto estraneo alla verifica dei fatti».
Lo ha detto il sen. Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
«Voglio anche ricordargli che la mia candidatura fu conseguenza di un suo vero e proprio corteggiamento nei confronti del movimento politico “Italiani nel mondo”, che alla fine accettò un patto federativo. Dei miei sei mesi con Di Pietro, sono personalmente pentito – aggiunge De Gregorio – e credo fermamente che, per dimostrare di che razza di personaggio si tratti, dovrò occuparmi, a breve, considerate le sistematiche provocazioni, delle sue relazioni in Bulgaria, con il defunto mafioso Iliya Pavlov, una sorta di Provenzano dell’Est, che girava a braccetto con Di Pietro e accettava di incontrare gli imprenditori a lui collegati».
«Il nome di Iliya Pavlov – sottolinea ancora De Gregorio – compare nei libri di storia sulla mafia transnazionale e credo che il PdL abbia il dovere di approfondire la frequentazione pericolosa di Di Pietro e stabilire se Pavlov finanziò o meno le attività politiche di Di Pietro. Ciò che è certo è che le televisioni bulgare conservano decine di filmati nei quali Pavlov si accompagna a Di Pietro anche in occasioni ufficiali. Pavlov non potrà testimoniare: un cecchino di una cosca rivale gli ha tolto la vita con un colpo alla tempia proprio nel momento in cui il suo impero del male cominciava ad espandersi anche in Italia, dove Di Pietro convocava imprenditori alla sua corte per favorirne i rapporti nel nostro Paese. Fui personalmente testimone di una riunione all’Hotel Excelsior di Roma, presieduta proprio dal fondatore di Italia dei Valori. Non credo sia Di Pietro a poter scagliare la prima pietra…».

“La Procura di Napoli trasforma una debitoria in riciclaggio. Pensavo di aver chiarito la mia posizione nel corso degli interrogatori cui mi sono sottoposto prontamente ogni volta che si è ritenuto necessario”. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“I fatti, relativi all’anno 2005 e quindi a un periodo nel quale non ero ancora stato eletto senatore, descrivono la radiografia di un piccolo imprenditore che in un’area difficile cerca di combattere tra mille difficoltà. Non voglio pensare a una persecuzione, ma i resoconti della stampa sottolineano che un giudice terzo si è già pronunciato al riguardo, descrivendo la reale verità dei fatti, altro che riciclaggio! La richiesta di custodia cautelare mi sembra addirittura abnorme, riferita a fatti circostanziati dei quali sono chiari la ricostruzione e lo sviluppo. Sono fiducioso nel giudizio del Riesame e non mi sottrarrò a nessuna responsabilità. Ho la coscienza tranquilla e mi auguro che questa vicenda possa rappresentare, per il Tribunale di Napoli, il banco di prova affinché l’ordine giudiziario ritrovi serenità al suo interno. Mi spiace non poter replicare e difendermi con una conferenza stampa, ma sarebbe difficile farlo dal letto di un ospedale. Da cattolico rivolgo una preghiera anche nei confronti di chi mi descrive come un malfattore. Chi mi conosce, sa che sono una persona perbene e sono contento che un gip se ne sia accorto”.

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