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E’ Sergio De Gregorio, senatore del Popolo della Libertà e leader del movimento politico “Italiani nel mondo”, l’uomo scelto per guidare la delegazione del nostro paese presso l’assemblea parlamentare della Nato. Con 10 voti a favore e un astenuto, De Gregorio è stato infatti eletto presidente del prestigioso organismo politico. La delegazione dei parlamentari italiani è composta da 9 senatori e 9 deputati che vengono designati dai Presidenti dei rispettivi rami del Parlamento tenendo conto, nel rispetto del criterio della proporzionalità, dell’esigenza di rappresentare il maggior numero di gruppi parlamentari. I diciotto parlamentari eleggono poi il presidente che li rappresenterà. “Il PdL - ha commentato il leader di Italiani nel mondo - ha dato una nuova dimostrazione di grande compattezza sulla mia indicazione, per la quale ringrazio il presidente, Silvio Berlusconi, che mi ha voluto a un ruolo di così grande impegno e prestigio”.
L’assemblea parlamentare della Nato si è configurata nel tempo come un forum interparlamentare di discussione su tutte le principali questioni concernenti la sicurezza, esaminandone le implicazioni e gli aspetti militari, politici, economici e sociali. Dispone di un proprio regolamento, che ne disciplina il funzionamento: può adottare dichiarazioni, raccomandazioni, risoluzioni, pareri e direttive. Si articola in cinque commissioni, otto sottocommissioni, la commissione permanente, un gruppo speciale e alcuni gruppi di lavoro. E’ composta da 248 parlamentari dei ventisei Stati membri dell’alleanza.
“La mia attività come presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato - ha concluso De Gregorio - proseguirà nel solco della continuità della precedente esperienza alla presidenza della commissione Difesa del Senato, soprattutto riguardo ai temi della sicurezza e dei rapporti internazionali tra il nostro Paese e l’Alleanza atlantica”. Un incarico di grande prestigio, quindi, per il senatore Sergio De Gregorio, al quale era stato attribuito, nel corso della precedente legislatura, il ruolo di “difensore della Difesa”, grazie alle sue battaglie contro i tagli al comparto e all’indagine conoscitiva avviata dalla commissione Difesa di Palazzo Madama sullo stato dello strumento militare in Italia.

 “Finalmente sono riuscito a dimostrare con i fatti, come me ne hanno dato atto gli stessi magistrati, che non ho avuto a che fare, durante le mie tre visite in Calabria, con mafiosi di alcun genere, né ho discusso di presunte vendite di caserme a esponenti delle famiglie criminali della zona”. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio al termine dell’interrogatorio reso al procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone.
“Dall’esito delle indagini – ha detto De Gregorio – sembrerebbe che non ho cenato con un mafioso ma con un omonimo incensurato. Inoltre, non avrei mai tentato di vendere una caserma dell’esercito, come peraltro ha dichiarato lo stesso ministro della Difesa. Finalmente, ho potuto rispondere su fatti e non mi è stato contestato nulla che appartenesse a cosche mafiose, a gruppi criminali, a caserme in vendita. Mi è stato soltanto contestato il rapporto con un consigliere regionale della Calabria, Alberto Sarra, che ho conosciuto e con il quale ho fatto politica insieme ad una cinquantina di amministratori”.
“C’è di certo che un gruppo politico, con la collaborazione di alcuni organi di stampa, ha tentato di inquinare il voto democratico in Italia attraverso la violazione del segreto istruttorio, peraltro indicato su fatti assolutamente inesistenti. Non resta, quindi, che chiedere al ministro della Giustizia quali siano gli esiti degli approfondimenti dei suoi ispettori, e soprattutto, cosa voglia fare il ministro della Giustizia in questo Paese dove un senatore della Repubblica, a dieci giorni dal voto, si vede indicato come un mafioso riciclatore e poi scopre di essere stato a cena con un omonimo incensurato e di non avere mai promesso una caserma ai mafiosi. Sono stati – ha sottolineato il senatore De Gregorio – due giorni terribili, ero sui giornali di tutto il mondo. Questa infamia continua, ecco perché chiedo conto alla Repubblica Italiana, che autorevolmente rappresento in Senato, perché mi si dica di che cosa sono colpevole. E’ veramente incredibile”.
“Sono complessivamente soddisfatto – ha concluso De Gregorio – e penso di avere ampiamente dimostrato la mia totale estraneità rispetto a certi episodi contestatimi. I miei incontri in Calabria sono stati tutti di natura politica, e in particolare ho incontrato Alberto Sarra ed altri amministratori locali, come un presidente di circoscrizione, Gattuso, con i quali ho solo discusso di come organizzare movimenti politici come il Centro democratico cristiano”.

 ”Gianfranco Fini saprà, senza ombra di dubbio, interpretare il ruolo di presidente della Camera dei deputati con il consueto impegno e con la straordinaria passione che da sempre caratterizzano il suo percorso politico”.
Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Fini assicurerà la garanzia delle prerogative parlamentari a tutte le forze politiche, con l’equilibrio che gli è proprio e nel pieno rispetto del suo incarico istituzionale, come ha già da subito dimostrato con un discorso inaugurale ricco di spunti di riflessione e dal profondo significato politico”.

“Il movimento politico Italiani nel mondo saluta l’elezione a presidente del Senato di Renato Schifani, politico di grande esperienza che saprà certamente rappresentare una figura di garanzia per l’intero arco costituzionale”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“La serietà e la passione che da sempre ne contraddistinguono l'’impegno politico gli offriranno la possibilità di affrontare al meglio l'’altissimo magistero cui è stato chiamato. Al presidente Schifani rivolgo, a nome mio personale e del movimento che ho l'’onore di presiedere, un caloroso augurio di buon lavoro”.

 ”Il movimento politico Italiani nel mondo esulta per l’eccezionale risultato conseguito dal proprio delegato in Nord America, Amato Berardi, che testimonia il grande sforzo profuso, in questi anni, per consolidare i rapporti di collaborazione e di amicizia tra il movimento politico e le comunità italo-americane”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Berardi ha saputo dimostrare non solo l’importanza di una politica fatta sul territorio, ma anche l’orgoglio dei tanti connazionali che vivono lontano dall’Italia di farsi protagonisti delle scelte politiche del proprio Paese d’origine. Con questo risultato, Italiani nel mondo si afferma come una realtà politica internazionale, che fa della condivisione degli obiettivi e delle strategie il proprio fulcro d’azione. Ribadiamo lealtà al presidente Silvio Berlusconi e all’intera coalizione - ha concluso De Gregorio - alla quale siamo orgogliosi di aver portato in dote la voglia di fare, la passione e la voglia di riscatto dei nostri uomini”.

 ”I dirigenti di Italiani nel mondo, alleato leale del Popolo della Libertà, festeggiano in queste ore la vittoria del presidente Silvio Berlusconi, esprimendo al contempo la propria solidarietà al senatore Sergio De Gregorio, il quale - per rendere possibile questo trionfo - ha pagato un prezzo altissimo anche a danno della propria  immagine e della serenità della propria famiglia”.

Lo afferma Giovanni Lucianelli, portavoce nazionale del movimento a margine di una riunione dell’ufficio di presidenza.

“Ci auguriamo che gli alleati sappiano valutare con serenità il sacrificio di aver sfidato Romano Prodi e la sua arrogante armata in tempi non sospetti, scoprendo il fianco ad attacchi personali che suonano oggi come l’esito più vergognoso di un contrasto politico che utilizza ogni argomento, anche il più falso, per tentare di annullare l’avversario e la sua credibilità”.

 ”Chiederò di essere interrogato prima del voto. Domani i miei legali presenteranno un'’istanza formale alla Procura di Reggio Calabria. La fuga di notizie questa volta si coniuga con la chiusura della campagna elettorale e rischia di incidere su due regioni come la Campania e la Calabria, fondamentali per l’equilibrio politico”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader  nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso di una conferenza stampa tenutosi questa mattina a Roma dopo le indiscrezioni di stampa circa il suo presunto coinvolgimento in un’inchiesta per mafia della procura di Reggio Calabria.

“Il mio nome non risulta nel registro degli indagati. Un documento  rilasciato dalla stessa Procura attesta che ‘non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione’ nei miei confronti. Non è possibile - afferma De Gregorio - che un senatore apprenda di essere indagato a mezzo stampa, per poi sapere dalla stessa Procura che non è così. E’ assurdo, spero che il Csm e il Capo dello Stato possano intervenire, non ho nessuna intenzione di aspettare i tempi della giustizia e di aspettare di essere macellato dai giornali perché non ho fatto nulla. Non voglio subire quest’onta e questa infamia, questa aggressione a 48 ore dal voto. E’ un caso mostruoso e inquietante”.
“Questa cena elettorale risale alla vigilia delle amministrative del 2007, e si tratta di un appuntamento al quale hanno preso parte 350 persone e al quale ho partecipato in veste pubblica, scortato e accompagnato dai Carabinieri. Da allora manco dalla Calabria, e non ci ero nemmeno stato nei cinque anni precedenti. Ero lì a seguito di un patto politico territoriale propostomi da Alberto Sarra e il suo Centro cattolico cristiano. Abbiamo aderito al patto, sono andato a Reggio a inaugurare la sede del Cdc e poi alla cena. Quando ho avuto sentore della presenza di un personaggio poco raccomandabile - continua De Gregorio - ho rotto la relazione con Sarra e non sono più andato a Reggio Calabria. E l’ho rotta per telefono, quindi se ci sono intercettazioni dovrebbe risultare. Non devo rispondere, quindi, di nessun rapporto a rischio”.
“La caserma Mezzacapo non è mai stata in vendita, e comunque - ha concluso il presidente della Commissione Difesa del Senato - la dismissione delle caserme dipende dall’agenzia del Demanio. Come presidente dell’organo parlamentare di Palazzo Madama non ho nessuna competenza e nessuna relazione con il piano di dismissione, anzi io ho sempre protestato contro la dismissione delle caserme”.

Sono stato ad una cena elettorale, accompagnato da carabinieri e agenti della Criminalpol. Ho salutato oltre trecento simpatizzanti ed ero insieme al consigliere regionale Alberto Sarra, avvocato penalista che ben conosce il suo territorio. Se c’è un filmato, sono convinto che possa documentare che, dopo i primi saluti, ho trascorso l’intera serata al fianco del consigliere Sarra e del candidato locale alla municipalità.
Sono sconcertato e, allo stesso tempo, convinto che non debba pagare prezzi politici per aver partecipato ad una riunione conviviale, su invito degli alleati di partito e nell’ambito della campagna elettorale per le amministrative del 2007. In quella cena si è parlato esclusivamente di politica. Non ho mai ricevuto richieste di intervento a favore di questo o quel progetto imprenditoriale e sono almeno dieci mesi che non metto piede a Reggio Calabria. Inoltre, mi risulta che alla mia segreteria di Roma abbia avuto accesso solo personale politico collegato al consigliere regionale Sarra.
Sono a disposizione del magistrato ed ho già attivato i canali legali perché, nel più breve tempo possibile, si possa predisporre il mio interrogatorio. E’ necessario che questa vicenda non diventi un ulteriore elemento di indirizzo politico nell’ambito di una campagna elettorale delicata e complessa. I fatti risalgono al 2007 e la domanda è sempre la stessa: come mai la notizia appare su due quotidiani nazionali a quattro giorni dal voto, considerato che la mia presenza a Reggio Calabria non viene più segnalata da dieci mesi?

 Mi spiace per la violazione, ritenuta così grave dal giudice di Napoli, circa la mia mancata presenza, quale teste, in un’aula di tribunale, ma vorrei sottolineare che siamo in campagna elettorale e che un senatore della Repubblica, ricandidato, ha il diritto-dovere di impegnarsi, soprattutto negli ultimi giorni, nel confronto con i cittadini, raccogliendone le istanze e le aspettative in una regione attanagliata da mille emergenze.
Va comunque evidenziato che sarebbe giusto che un magistrato, in presenza di una violazione non grave, possa rendersi conto che anche una banale ammenda comminata a due magistrati e a un parlamentare possa finire per diventare uno strumento pubblico di diffamazione per le persone. Sono rispettoso delle decisioni del giudice, ma sarebbe bastato riconvocarmi senza clamorose censure. Quanto ai fatti oggetto del processo - ha concluso De Gregorio - penso di poter essere poco utile all’accertamento della verità, in quanto delle vicende giudiziarie conosco poco o nulla.

 Non esulto alla notizia dell’annuncio di Bassolino di dimettersi nel 2009,  perchè ritengo che il problema non vada risolto tra un anno, ma subito. E  per farlo, è necessaria una sintonia tra governo centrale e regionale. Credo proprio che il nuovo esecutivo reputerà di non affidare alcun compito specifico all’attuale giunta regionale. Se il centrodestra vincerà in Campania alle consultazioni del 13 e 14 aprile, Bassolino dovrebbe prendere atto della sconfitta e lasciare subito”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso dell’intervista realizzata a Retepiù Italia da Giancarlo Borriello per la tramissione “Svolta politica”, rubrica a cura di Livio Varriale. L’intervista andrà in onda questa sera alle ore 21.50 su Julie Channel.
“Quando un uomo ha tenuto nelle mani i destini di una regione come questa, potendo operare quasi indisturbato e fallendo così clamorosamente il mandato, è bene che si guardi allo specchio e decida che il suo tempo è passato. Bassolino - ha concluso De Gregorio - non può rappresentare la Campania al Parlamento Europeo, perchè è stato il riflesso della peggiore negatività degli ultimi dieci anni”.

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