Difendere italianità Telecom
Aprile 6th, 2007 da sergio de gregorio

Le telecomunicazioni sono uno degli asset portanti dell’economia e della sicurezza nazionali, e non possono essere oggetto di acquisizioni o di strategie predatorie di mercato. La Telecom deve restare in mani italiane. L’interessamento dimostrato da alcune cordate di investitori esteri nei confronti del nostro colosso telefonico non deve essere confuso con un’errata concezione di liberismo; al contrario, sarebbe opportuno che il sistema delle telecomunicazioni rappresentasse la spina dorsale di una nuova rete tecnologica capace di proiettare il nostro paese nel futuro.
Così come per l’Alitalia e per altri grandi realtà industriali e imprenditoriali, anche per Telecom è necessario seguire una linea di difesa dell’italianità. Non si tratta di chiudere al libero mercato e alla libera concorrenza, ma di tutelare gli interessi dell’economia e della sicurezza nazionale in un comparto nevralgico di dimensioni internazionali.
Gentilissimo Senatore Sergio De Gregorio
Mi rivolgo a voi per il mio problema riguardante il mondo militare!
Innanzi tutto mi presento, mi chiamo Filippo, sono nato il 13 ottobre 1981 ho quindi 25 anni e risiedo a Reggio Calabria.
Il mio problema è che vorrei arruolarmi però avendo compiuto 25 anni non posso più mentre precedentemente con la legge dei VFA ci si poteva arruolare anche a 28 anni.
Non mi sono arruolato prima anche perché non pensavo che la legge intendesse 25 anni compiuti ma fino ai 26, e comunque siccome mi sto laureando in questi anni ho seguito un percorso di studi scientifico ( in Giurisprudenza e la Laurea prevista per Luglio), e quindi non potevo abbandonare gli studi per un anno.
Vorrei servire la mia patria anche per una maggiore maturazione, e inoltre penso non sia giusto escludere tanta gente dall’opportunità di crescere anche perché con il passaggio di questa legge molta gente che voleva fare l’anno di militare degli anni 1977-1978-1979-1980 sono rimasti senza possibilità, che invece i VFA permettevano.
Trovo appunto sia sbagliato porre dei limiti di età così bassi che tendono ad escludere coloro i quali hanno compiuto un corso di studi superiori, costringendoli a partecipare esclusivamente a iter concorsuali altresì ormai riservati ai soli vfp1.
Inoltre il limite fissato è sbagliato nella legge vfp1 e vfp4 anche perché il limite vfp4 è 30 anni e quindi dovrebbe essere data a tutti la possibilità fino a 28 anni di entrare come vfp1 e poi questo limite d’età avrebbe maggiore flessibilità di domanda! E poi invece la disparità si crea nel limite nei concorsi aufp dove l’età max è 38 anni e in questo caso chi è aufp può successivamente tentare concorsi come ufficiale fino a 40 se ha fatto un anno da aufp!
La possibilità di potersi arruolare quale VFP1 dovrebbe essere concessa a tutti i giovani fino all’età di 28 anni (così com’era, con la VFA) che hanno il desiderio di intraprendere la carriera militare, per consentire di rendere questa scelta ancora più consapevole.
E’ un’ingiustizia che a chi ha svolto il militare di leva o VFB non sia riconosciuto il diritto di partecipare alle carriere iniziali di truppa di forze armate e polizia. Il limite d’età inoltre è basso, non permette a chi vuole far carriera nelle forze armate di conseguire un titolo di studio. La società è cambiata profondamente e la legislazione non può andare in direzione opposta. Mi spiego: la scuola dell’obbligo è stata elevata fino a 18 anni, quindi i diplomati e laureati stanno crescendo, l’età della prima occupazione è statisticamente salita..Perchè allora abbassare di 3 anni il termine per vfp1,quando necessita di un aumento?
Vorrei solo aggiungere che questa richiesta non nasce dall’esigenza di trovare un impiego, ma dal desiderio di confrontarmi con questa esperienza che, sono sicuro, può solo arricchirmi.
La ringrazio per la lettura di questa email e spero ne terrà conto!
Cordiali Saluti