De Gregorio: il mio piano contro la fuga dei cervelli
Gennaio 27th, 2008 da redazione
”La scelta dell’Università della Calabria di inaugurare la sede dell’associazione internazionale Italiani nel Mondo all’interno del campus di Rende è per me motivo di grande orgoglio ed emozione. Sono un meridionale convinto, e credo che quando nel Sud nasce il seme della costruzione e della voglia di fare è il paese intero a riceverne i frutti”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader di “Italiani nel Mondo”.
“Si tratta di iniziative che possono avere un grande impulso per i tanti giovani che studiano e lavorano in attesa dell’occasione della vita. Nel Mezzogiorno le intelligenze spesso si sprecano, a causa di una concorrenza spietata per cercare di emergere nell’area a crescita zero più grande d’Europa e delle difficoltà di far convivere le ambizioni personali e la necessità di aiutare la propria famiglia”.
“In quest’ottica grande importanza ha l’Università della Calabria, uno tra i principali atenei in Italia per qualità dei dipartimenti, per numero degli iscritti, per eccellenza delle intelligenze. Con l’ iniziativa che nasce oggi si può dare vita a uno straordinario equilibrio sinergico, coronato dal grande lavoro del senatore Antonio Gentile e dalla caparbietà dei docenti”, ha continuato De Gregorio.
“E’ stato importante coinvolgere nel progetto Amato Berardi, presidente della Nia-pac (National Italian-American Political Committee), e la comunità italoamericana che punta sugli uomini e che implementa l’orgoglio dell’appartenenza. E’ fondamentale che i giovani possano applicare le proprie capacità accompagnati da chi, dall’altra parte del mondo, guarda con simpatia alle virtù del paese d’origine. Bisogna fare sì che gli studenti calabresi possano accedere all’esperienza americana, per esportare all’estero un’immagine del Sud che non sia quella dei cumuli di immondizia e della criminalità organizzata, ma quella delle eccellenze e degli sforzi per migliorare la qualità della vita”.
“Il coinvolgimento di grandi centri di cultura come l’Università di Denver, quella di Bologna e il Centro Studi Canadesi dimostra che le basi ci sono. Bisogna - ha concluso il presidente della Commissione Difesa del Senato - rimboccarsi le maniche e lavorare in sinergia per vincere, e per farlo a casa nostra”.
Bene allora iniziamo a finaziare di più la ricerca.