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 ”Il sig. Luciano Neri, in nome e per conto del Pd, definisce inquietante la presenza dell’Associazione internazionale Italiani nel mondo all’Università della Calabria. Non vorrei evocare paragoni irriverenti, ma, dopo i fatti della Sapienza, apprendere che la libertà di parola e di espressione viene censurata da un partito del centrosinistra che si dice democratico mi sembra davvero incredibile”.

Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente dell’Associazione internazionale “Italiani nel mondo”.

“All’inquietudine del sig. Neri - aggiunge De Gregorio - ribatto che, con la collaborazione del senatore Antonio Gentile, ho tenuto un interessante confronto con alcuni docenti e studenti dell’Università calabrese, ai quali ho illustrato la possibilità di sancire degli interscambi culturali con prestigiose Università americane, che abbiano come finalizzazione la possibilità di avviare stage di formazione nella reciprocità di un confronto che è cosa ordinaria nell’ordinamento accademico”.

“L’ho fatto come senatore eletto al Sud, come presidente dell’Associazione internazionale Italiani nel mondo e perfino come fautore della crescita culturale delle nostre regioni che tanto hanno bisogno di uomini di buona volontà e così poco di polemisti a buon mercato. Se poi l’Università della Calabria ha deciso di offrire una location all’Associazione da me presieduta, sento di dover precisare al sig. Neri che, all’interno del campus, sono presenti strutture che ospitano perfino associazioni No Global e centri giovanili dell’estrema sinistra, il che mi lascia immaginare che probabilmente nulla di clamoroso ci sia in questa indicazione. Se poi il tentativo è quello di accendere gli animi e creare tensioni, assicuro al sig. Neri che non accadrà come alla Sapienza: noi, al campus di Rende, continueremo a tornare se invitati, senza timore di doverci confrontare con chi non la pensa come noi. L’intolleranza utilizzata nei confronti di Sua Santità ha già provocato parecchi danni alla sinistra e di questo passo il Pd continuerà a farsi del male. Quanto all’inesistenza di Italiani nel mondo, sappia il sig. Neri che i conti li faremo alle politiche nelle circoscrizioni estere, dove la sua prosopopea verrà sicuramente battuta dal computo delle schede che premieranno la nostra progettualità. Costui si accorgerà che noi esistiamo, e come, e quanto al “personaggio” avrebbe fatto bene ad evitarsi la volgare sottolineatura che gli restituiremo con gli interessi, quando avremo vinto le elezioni politiche, cancellando l’arroganza e l’intolleranza di chi teme il confronto e la dialettica democratica”.

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