Feed on
Posts
Comments

 ”La disperazione del centrosinistra, in queste ore, riesce a portare a casa il terribile risultato di una pericolosa trappola ai danni della Casa delle Libertà. Una trappola da un milione e mezzo di voti nella quale, a quanto sembra, qualcuno sta cadendo”. Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”. “Approfittando di una politica costruita ad arte, finanziando libri e trasmissioni tv, e di un sospetto nuovismo che puzza di bruciato, Veltroni annuncia che correrà da solo, senza i partitini, gettando scompiglio nelle sue fila. Nella CdL, nel frattempo, si raccoglie appello e perfino i federalisti più spinti, quelli che fino a ieri sottolineavano l’importanza delle identità locali e rincorrevano gli autonomisti trentini per venti o trentamila voti, adesso aprono ad un club esclusivo di padri della Patria, dal quale sarebbero esclusi i piccoli partiti. Alle scorse elezioni politiche, perse dalla CdL per soli 24mila voti, i cosiddetti “piccoletti” - che si guardarono bene dal riempire le liste di nani e ballerine - conseguirono un risultato da oltre un milione di voti. Rappresentavano identità locali non riproducibili e magari, adesso, qualcuno di loro si frega le mani all’idea di rifugiarsi nel diritto di tribuna senza passare per le estenuanti forche caudine del consenso di territorio. Attenti, non erano partiti che prendono voti di immagine, ma di singoli cittadini contattati uno per uno nelle varie regioni italiane. Il problema, stavolta, come sempre, è quello che ci pensa zio Silvio, forte di sondaggi che gli danno la maggioranza del favore popolare. Mi domando, inquieto: e se fosse una trappola? Se fosse un errore evitare di contare Dini, Mastella e perfino il sottoscritto che, nelle scorse politiche, correvano nell’altro schieramento? E se l’opposizione di alcuni, mutuata dalla trovata geniale di Veltroni, fosse legata al semplice personalismo di non voler vedere crescere nuovi soggetti politici? L’investimento di rapporto politico che Silvio Berlusconi ha voluto profondere nei confronti di Italiani nel mondo ci spinge al dovere di sottolineargli questo interrogativo. Grazie a lui, oggi Italiani nel mondo può raccogliere 300mila voti in Italia presentando le proprie liste e il dato emerge da sondaggi non taroccati e disponibili alla verifica. Se qualcuno avesse esposto al presidente Berlusconi sondaggi nei quali si evidenzia che meno partiti corrono e più consensi si raccolgono, farebbe bene allora a riflettere sui 24mila voti del 2006, che fanno riporre i trionfalismi e necessitano di una importante riflessione. Noi, per fortuna, siamo tra quelli che chiedono di correre e che, tuttavia, come sempre non opporranno a Silvio Berlusconi “se” e “ma”, rispetto alle decisioni che egli vorrà assumere. Gli suggeriamo soltanto - ha concluso De Gregorio - di stare attento a non farsi irretire dagli scienziati di sempre e di seguire, come è giusto, il suo infallibile istinto di grande statista”.

Comments RSS

Lascia un Reply