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 ”In Afghanistan bisogna ripensare la strategia in senso solidale, ma anche da un punto di vista difensivo. Sono necessari più uomini e più mezzi  per tutelare gli operatori impegnati nella zona e bonificare le aree nelle quali operiamo e in cui, purtroppo, continueremo a rimanere vittime di aggressioni da parte di gruppi talebani i quali, foraggiati da potenze straniere, proseguiranno a colpirci”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso della trasmissione “Radio City”, a cura di Andrea Sabatini e condotta da Stefano Mensurati, in onda su Radio1 Rai, diretta da Antonio Caprarica.
“Bisogna partire da un’affermazione dei vertici della Nato: se fallisce la missione in Afghanistan fallisce l’opera dell’alleanza atlantica. E’ necessario restituire al governo Karzai il controllo del territorio: possiamo fare molto in questo senso, ed è evidente che finiremmo per scontrarci con fazioni armate e aggressive, ma è un problema che si porrà anche il consesso delle Nazioni Unite, sul mandato delle quali l’Italia agisce”.
“La drammatica scomparsa del maresciallo Giovanni Pezzulo, assassinato in un attentato terroristico in Afghanistan, non deve rappresentare occasione di strumentalizzazione politica. In questo momento di dolore - ha continuato De Gregorio -, bisogna soltanto essere vicini alla famiglia di questo eroe italiano, esperto di azioni umanitarie e di missioni di peace-keeping, caduto durante un’imboscata a sessanta chilometri da Kabul”.
“La rabbia e il dolore per questa perdita - ha concluso il presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama - resi ancor più acuti dal contesto in cui è maturato l’attacco, quando cioè la pattuglia dei militari italiani era impegnata nella distribuzione di generi alimentari e vestiario alla popolazione, non può e non deve sopraffare la logica umanitaria che anima questa missione. Alla famiglia e al capo di Stato maggiore dell’Esercito, pertanto, giungano le mie più sentite condoglianze”.

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