De Gregorio: Pil zero ultima eredità Governo Prodi
Febbraio 21st, 2008 da redazione
”I dati allarmanti sulle dinamiche economiche del nostro Paese con un Prodotto interno lordo a crescita zero confermano la bontà delle intuizioni del Governo Prodi e in particolare dei ministri coinvolti, a vario titolo, in questo ennesimo disastro annunciato”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Le stime della Commissione Europea sulle inesistenti prospettive di sviluppo nel nostro Paese - ha continuato De Gregorio - unite a quelle sull’aumento dei prezzi sono la cartina al tornasole delle fallimentari politiche economiche del centrosinistra, che - nascondendosi dietro lenzuolate di finte liberalizzazioni - hanno portato all’asfissia del mercato del lavoro e fatto precipitare i consumi e gli investimenti, con la conseguente contrazione della domanda interna. E’ necessario, a questo punto - ha concluso De Gregorio - che il prossimo Governo di centrodestra avvii un new deal capace di rilanciare l’economia e la fiducia dei consumatori e degli investitori internazionali”.
Sono un suo assiduo lettore del suo blog,non condivido l’incorporamento nel partito pdl perdendo la sua identita’ ma avrei condiviso di piu’ una scelta come quella di casini.
I conti dell’azienda Italia nel 2007: Pil +1,8% e deficit pubblico in calo al 2,0%
L’economia italiana ha rallentato il passo lo scorso anno, in linea con le attese, sull’onda della frenata del quarto trimestre. La crescita media del 2007 è pari all’1,8%, ma dovrebbe ridursi di un decimo di punto (1,7%) se corretta per i giorni lavorativi (tre in più). Il divario con l’area euro (Pil +2,7%) resta, pertanto, notevole e si conferma di ben un punto percentuale, aumentando così il distacco dagli altri paesi europei. L’indebolimento della crescita riguarda, in particolare, le componenti interne del Pil.
I conti pubblici hanno messo in evidenza, per contro, un ulteriore significativo progresso: l’indebitamento netto (deficit) è sceso al 2,0% del Pil, dal 2,4% registrato nel 2006, se calcolato senza gli oneri straordinari (una tantum) pari a circa due punti di Pil. Migliora il saldo primario, che sale al 0,0% dal 2,2% di un anno prima, grazie al sensibile aumento delle entrate tributarie (+0,0%), che supera nettamente quello della spesa (+0,0%). La pressione fiscale tocca, di conseguenza, un nuovo record e raggiunge il 43% del Pil.