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 “L’abitudine al lancio indiscriminato di veleni indirizzati ad arte per indebolire la posizione politica di questo o quel parlamentare, si riaffaccia anche in questo scampolo di Seconda
Repubblica, in cui il cambiamento non vale per il metodo. In alcune note di agenzia, si scopre che il sottoscritto sarebbe indagato a Roma per corruzione nell’ambito della vicenda sul finanziamento al
movimento politico “Italiani nel mondo” da parte di Forza Italia. Devo precisare che su questo argomento ho già rilasciato interrogatorio spontaneo alla Procura di Napoli, segnalando l’altissimo valore politico dell’accordo federativo tra Forza Italia e Italiani nel mondo. Non si tratta, ovviamente, come erroneamente si sostiene, di un finanziamento all’associazione Italiani nel mondo, ma al movimento politico; accordo peraltro regolarmente dichiarato alla Presidenza della Camera come tanti altri trascritti ufficialmente agli atti di quell’autorevole organismo”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
”Gli interrogativi che le note di agenzia si pongono sulla competenza territoriale sono assolutamente falsi: la Procura di Napoli, infatti, ha già da tempo indirizzato per competenza a quella di Roma le carte relative alla vicenda. E nulla collega questo interesse giudiziario a quello della Procura partenopea, alla quale - come sempre - mi sono spontaneamente presentato per fornire chiarimenti. Il magistrato di Roma, quindi, è in possesso di tutti gli elementi per stabilire se l’accordo federativo tra Forza Italia e Italiani nel mondo sia frutto di corruzione o rappresenti, invece, come ho sostenuto con forza nell’interrogatorio, l’atto di riconoscimento di una politica capace di attrarre consensi in Italia e all’estero e che il Presidente Silvio Berlusconi ha voluto indicare come parte di una coalizione che mi auguro avrà ruolo di Governo, dopo il 14 aprile”.
”Fortemente sospetta la tempistica: a me sembrava, ma forse mi sbaglio, che la Procura di Napoli fosse indirizzata ad archiviare un’accusa che non trova sostanza né nei fatti, né nella sequenza
temporale della loro esposizione giudiziaria. Faccio presente che l’invito a Italiani nel mondo a entrare nella CdL fu rivolto pubblicamente da Berlusconi a Reggio Calabria alla vigilia delle
amministrative del 2007. Quanto ai veleni - ha concluso De Gregorio - sono d’accordo con Fabrizio Cicchitto: non sta alle Procure scegliere i candidati per le elezioni politiche”.

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