Italiani nel mondo, De Gregorio: anche Ulivo finanziò partiti minori
Febbraio 25th, 2008 da redazione
”Ho prodotto al magistrato di Napoli, durante un interrogatorio avvenuto prima del Natale scorso, i tabulati dei finanziamenti erogati dai partiti alle formazioni minori e ho avuto l’impressione che si stupisse rispetto a questa consuetudine, assolutamente regolare e consentita dalla legge. Forza Italia ha finanziato Italiani nel mondo, perché producesse l’importante risultato di consensi conseguito alle ultime elezioni amministrative e perché si impegnasse, quale alleato della CdL, nelle elezioni politiche all’estero e in Italia. Tutti questi tabulati sono pubblici e depositati presso la Presidenza della Camera dei deputati”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Se ne evince, ad esempio, che l’Ulivo ha finanziato i Democratici, della cui esistenza in vita non si avevano tracce, e che l’abitudine di sostenere le piccole formazioni è in essere da sempre, anche nello schieramento avversario. Si dà il caso, però, che nella mia vicenda c’entri Berlusconi e che qualcuno tenti di utilizzare questa accelerazione giudiziaria come grimaldello per fare campagna elettorale alla solita maniera infame. Ho fiducia nella giustizia - ha aggiunto De Gregorio - ma al magistrato romano rivolgo una rispettosa domanda: considerato che mi sono sottoposto spontaneamente a un interrogatorio, senza appellarmi alle garanzie della funzione parlamentare per la seconda volta, e che le acquisizioni documentali dovrebbero essere complete, potrei sapere in fretta se sono un piccolo fenomeno dell’autodeterminazione nel panorama complesso della politica nazionale, oppure un volgare corrotto? Dopo le elezioni, ovviamente, la risposta non interesserà più ad alcuno, se non ai legittimi protagonisti della vicenda. Nel frattempo, il finto scoop di aver riempito nuovamente pagine di giornali per il semplice trasferimento di una indagine da Napoli a Roma, avrà varcato i confini del Paese e creato evidenti e irrimediabili danni ad una delle parti politiche in corsa. Fortuna vuole - ha concluso il presidente della commissione Difesa del Senato - che i cittadini italiani, ormai, coniugano le aggressioni in politica alla pessima abitudine italiana di fare campagna elettorale con metodi poco ortodossi”.