Difesa, De Gregorio: candidature Pd oltraggio a uomini in divisa
Marzo 16th, 2008 da redazione
”Walter Veltroni e il Partito democratico cercano di far dimenticare la scarsa attenzione del Governo Prodi nei confronti degli uomini in divisa, culminata peraltro con l’approvazione di due leggi finanziarie attraverso le quali si lasciavano senza il minimo indispensabile coloro cui il Paese deve un contributo di riconoscenza immenso”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Le missioni militari all’estero, il contrasto alla criminalità organizzata, la sicurezza dei confini, la cooperazione umanitaria internazionale e perfino l’intervento di emergenza nella catastrofe
ambientale in Campania hanno visto le categorie in divisa rispondere all’appello senza tentennamenti, pur in presenza di un bilancio che per l’ordinaria amministrazione della Difesa non solo ha subito ulteriori tagli, ma non ha risposto a nessuna delle aspettative di minima sopravvivenza del comparto. Le candidature, operate da Veltroni, di autorevolissimi esponenti di questo comparto, candidati ai quali peraltro va riconosciuto l’alto profilo e l’ineccepibile dedizione allo Stato, stridono tuttavia con la recente mortificazione e con il grido di dolore inascoltato che si è levato in questi terribili due anni da parte degli operatori della Difesa. Quando abbiamo sostenuto con forza che era necessario investire di più sull’ordinario, trovando più fondi per uomini e donne che spesso vivono ai margini della soglia di povertà, ai quali mancano carburanti, divise, dispositivi di sicurezza e perfino i buoni-pasto e ai quali non viene neanche riconosciuto il lavoro straordinario, se non in quota forfettaria, e che pure rischiano per lo Stato la vita dentro e fuori il Paese, il Governo Prodi è rimasto sempre sordo e pervicace nella sua volontà di non destinare nemmeno un segnale di attenzione in più a questo popolo di servitori dello Stato. Adesso, Veltroni tenta nella disperata azione di una campagna elettorale perdente, di sanare questa mancanza. L’intenzione è brillante, ma non sarà arrivato troppo tardi? Il generale Roberto Speciale nelle liste del PdL ricorda, peraltro, agli italiani che di questa sinistra non ci si può fidare: dovremmo forse dimenticare il trattamento riservato al comandante generale della Guardia di Finanza, dopo quarant’anni di onorata carriera? Oppure, la destrutturazione sistematica del Servizio di sicurezza militare, accusato di infedeltà, ma poi difeso da Prodi e dai suoi ministri con l’opposizione del segreto di Stato nelle aule di giustizia? Troppa ipocrisia, al cospetto della quale non servirà il buonismo veltroniano a far dimenticare una stagione che ha aperto pesanti ferite nelle Istituzioni”.