Crisi Governo, De Gregorio: D’Alema ignora i veri motivi della caduta di Prodi
Marzo 19th, 2008 da redazione
”Un giorno non troppo lontano, nel Paese, si ascriverà all’elenco delle gesta eroiche l’atto solenne dei senatori che hanno deciso, in questi terribili due anni di storia della politica, di ritirare il proprio sostegno al Governo Prodi. L’on. Massimo D’Alema banalizza la mia scelta e la propaganda come “azione mercantile” di una coalizione che si appresta a governare il Paese, dopo aver vinto le prossime elezioni politiche e che, in quel frangente, avrebbe deciso di acquisire un senatore della maggioranza. Nulla di più falso”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“In realtà - ha aggiunto De Gregorio - per ciò che mi riguarda, si è trattata dell’altissima intuizione che la storia della “macchina da guerra” del Governo dell’Unione sarebbe andata in frantumi sugli scogli dell’ingovernabilità, trascinata alla deriva dall’onda lunga delle polemiche quotidiane che hanno interessato quell’aggregazione così eterogenea. C’è voluto coraggio e determinazione, anche perché non sarebbero bastati finanziamenti di chicchessia a sanare l’effetto terribile delle aggressioni ricevute di un manipolo di facinorosi che ha tentato di vendicarsi dell’onta. A D’Alema pongo una domanda: che ne pensa della consapevolezza raggiunta nel tempo da Dini, da Mastella, da Manzione e Bordon, e perfino da Turigliatto ed altri? Era Sergio De Gregorio a voler ribaltare il Governo Prodi, oppure si può dire senza tema di smentita che questo Esecutivo sia stato il peggiore dell’Italia repubblicana, non condiviso nemmeno da coloro che lo avevano sostenuto con convinzione?”.
“A giudicare dall’astio degli italiani nei confronti di quegli uomini di Governo, forse è lecito interrogarsi sul perché Romano Prodi e i suoi abbiano gestito una così ingloriosa parentesi accompagnati spesso dall’opposizione dei loro stessi alleati. D’Alema, che del gruppo è il più moderato e verso il quale nutro perfino personale simpatia, vivrà un’enorme difficoltà a far dimenticare Prodi agli italiani in questo scorcio di campagna elettorale. Con buona pace della sua strategia di attacco al trasformismo che, nel mio caso, ha invece suggellato il ritorno a casa propria di un moderato che da sempre aveva militato in Forza Italia”.