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 ”Chiederò di essere interrogato prima del voto. Domani i miei legali presenteranno un'’istanza formale alla Procura di Reggio Calabria. La fuga di notizie questa volta si coniuga con la chiusura della campagna elettorale e rischia di incidere su due regioni come la Campania e la Calabria, fondamentali per l’equilibrio politico”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader  nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso di una conferenza stampa tenutosi questa mattina a Roma dopo le indiscrezioni di stampa circa il suo presunto coinvolgimento in un’inchiesta per mafia della procura di Reggio Calabria.

“Il mio nome non risulta nel registro degli indagati. Un documento  rilasciato dalla stessa Procura attesta che ‘non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione’ nei miei confronti. Non è possibile - afferma De Gregorio - che un senatore apprenda di essere indagato a mezzo stampa, per poi sapere dalla stessa Procura che non è così. E’ assurdo, spero che il Csm e il Capo dello Stato possano intervenire, non ho nessuna intenzione di aspettare i tempi della giustizia e di aspettare di essere macellato dai giornali perché non ho fatto nulla. Non voglio subire quest’onta e questa infamia, questa aggressione a 48 ore dal voto. E’ un caso mostruoso e inquietante”.
“Questa cena elettorale risale alla vigilia delle amministrative del 2007, e si tratta di un appuntamento al quale hanno preso parte 350 persone e al quale ho partecipato in veste pubblica, scortato e accompagnato dai Carabinieri. Da allora manco dalla Calabria, e non ci ero nemmeno stato nei cinque anni precedenti. Ero lì a seguito di un patto politico territoriale propostomi da Alberto Sarra e il suo Centro cattolico cristiano. Abbiamo aderito al patto, sono andato a Reggio a inaugurare la sede del Cdc e poi alla cena. Quando ho avuto sentore della presenza di un personaggio poco raccomandabile - continua De Gregorio - ho rotto la relazione con Sarra e non sono più andato a Reggio Calabria. E l’ho rotta per telefono, quindi se ci sono intercettazioni dovrebbe risultare. Non devo rispondere, quindi, di nessun rapporto a rischio”.
“La caserma Mezzacapo non è mai stata in vendita, e comunque - ha concluso il presidente della Commissione Difesa del Senato - la dismissione delle caserme dipende dall’agenzia del Demanio. Come presidente dell’organo parlamentare di Palazzo Madama non ho nessuna competenza e nessuna relazione con il piano di dismissione, anzi io ho sempre protestato contro la dismissione delle caserme”.

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