Governo, De Gregorio: Di Pietro guardi in casa sua invece di augurare l’inferno
Settembre 23rd, 2008 da redazione
«Alla fine, all’inferno, ci andrà lui, Antonio Di Pietro, moralista da strapazzo, ma portatore di tutti i brutti vizi italici. Non è affatto immune dall’esercizio della menzogna, se è vero – come sembra – che abbia dovuto ingiungere al figlio Cristiano di stare lontano dalla politica, per aver esagerato in tema di sostegno agli amici imprenditori e tecnici di partito ed essere finito, come tutti i mortali, nel mirino della magistratura. Alla fine, dovrà lui raccomandarsi l’anima al Signore, incartato com’è in brutte storie di appartamenti e denari. Io, il finanziamento da Berlusconi, l’ho ricevuto per il sostegno all’attività del movimento politico "Italiani nel mondo", e l’ho dichiarato alla presidenza della Camera dei deputati, in maniera trasparente, come sostiene la legge. Gli altri non lo so».
Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato, commentando l’intervista di Antonio Di Pietro pubblicata sul nuovo numero del mensile free press "Pocket" e anticipata alle agenzie.
«La migrazione dal centrosinistra è stata ricca di colpi di scena, e io – almeno – sono ritornato alla coalizione nella quale militavo già dal 1994. A Di Pietro ricordo che il parlamentare è libero di esprimere i suoi giudizi e le sue opinioni liberamente: lui, piuttosto, che si dice cattolico, sostiene l’ingiuria al Papa come elemento di lotta politica e la bagarre personale come strumento di aggressione. Con me, gli consiglio di non provarci, perché non subisco il fascino degli inquisitori e rispondo alla provocazione con religiosa auto-difesa. A proposito – ha aggiunto De Gregorio – se un giorno dovessi confrontarmi in un faccia a faccia, mi piacerebbe mostrargli i filmati della tv bulgara che lo ritraggono a braccetto con Iria Pavlov, il prestanome della mafia cecena al quale si accompagnava durante le sue visite istituzionali in quel Paese e che fu stroncato dal colpo di fucile di un cecchino in piena fronte, quando – sembra – non rispettò i patti con la mafia. Ma, intendiamoci, la sua frequentazione sarà stata una leggerezza da bravo ragazzo, magari un po’ disattento. Berlusconi e De Gregorio all’inferno? Ma ci faccia il piacere…».