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"E’ fondamentale inquadrare il problema dell’Afghanistan in una dimensione regionale, perché si tratta di una sfida che si può vincere solo se saranno ingaggiati e coinvolti anche i Paesi confinanti, Russia, Pakistan e Iran".
Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato, a margine della presentazione del ricostituito organo parlamentare che si è tenuta a Villa Madama e a cui hanno partecipato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, e i rappresentanti diplomatici di oltre venti Paesi aderenti al patto Atlantico.
"I quattro Tornado dell’Aeronautica militare che il governo ha già inviato in Afghanistan per contribuire all’operazione Isaf saranno utili per tutelare la sicurezza dei nostri militari – ha aggiunto De Gregorio -. In quel Paese, infatti, c’è un problema di copertura aerea e di ricognizione del territorio. I talebani ed al Qaeda hanno cambiato strategia e si sono infiltrati a macchia di leopardo nelle province di confine. I Tornado serviranno ad assicurare il controllo del territorio per sorvegliare la presenza talebana, ad evitare che i contingenti subiscano imboscate e ad intervenire in caso di aggressione con rapidità e decisione".
Per De Gregorio, l’Afghanistan è dunque "una delle sfide da vincere".
"Se la Nato perde la possibilità di far valere la sua forza in Afghanistan sconfiggendo al Qaeda e il terrorismo allora – avverte il presidente della delegazione italiana – sarà un evidente segnale ai terroristi di tutto il mondo per indebolire l’occidente". Tra le altre sfide che si pongono di fronte all’alleanza, "quella dell’Iran, dove ci provengono notizie dalla nuova amministrazione americana che si voglia privilegiare il tentativo di dialogo allontanando l’ipotesi di soluzioni militari. Un’altra necessità - aggiunge De Gregorio – è quella di recuperare la Russia al dialogo con la Nato dopo i fatti della Georgia, esprimendo sì la condanna per quanto l’avvenuto ma tenendo presente che il più grande paese confinante dell’alleanza non può restare fuori dai confronti e dai dibattiti. Se vogliamo costruire la pace e la stabilità, abbiamo bisogno della Russia".

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