Il senatore De Gregorio a Unomattina interviene sull’attentato a Kabul
Settembre 18th, 2009 da redazione
Clicca per il video su YouTube
“L’Italia è portatrice in Afghanistan di un format studiato da molti paesi occidentali. Presso la provincia di Herat, dove è concentrato il grosso del nostro contingente, il team dei militari italiani si occupa soprattutto della ricostruzione del paese più povero del mondo, dilaniato da venti anni di guerra, dando un importante contributo nella costruzione di scuole e ospedali, e soprattutto portando alla popolazione un segnale di speranza”. “Questo segnale viene però oscurato dai talebani e dalle milizie di Al Qaeda, che intendono seminare il terrore e non guardano con simpatia la nascita di uno Stato afghano, determinando il caos come strategia di attacco. I nostri militari sono lì per questo, per aiutare a far crescere questo ordine istituzionale: i carabinieri per esempio addestrano la polizia locale, la guardia di finanza i doganieri. Ma siamo in Afghanistan anche per proteggere le nostre famiglie e i nostri confini perché in quel paese si addestrano i kamikaze, e se non teniamo sotto controllo quella realtà corriamo il rischio di dover registrare lutti in Europa in Occidente”. “La Nato si gioca in Afghanistan la sua credibilità. Un’eventuale sconfitta comporterebbe una perdita della forza di deterrenza di questa grande alleanza politico-militare, che vede militari di 38 paesi impegnati nella missione. Come Italia siamo impegnati in 20 paesi del mondo in 28 missioni di guerra, con circa diecimila militari, ragazzi che non cercano la guerra, ma è la guerra che spesso trova loro”.