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 ”I dati allarmanti sulle dinamiche economiche del nostro Paese con un Prodotto interno lordo a crescita zero confermano la bontà delle intuizioni del Governo Prodi e in particolare dei ministri coinvolti, a vario titolo, in questo ennesimo disastro annunciato”.

Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.

“Le stime della Commissione Europea sulle inesistenti prospettive di sviluppo nel nostro Paese - ha continuato De Gregorio - unite a quelle sull’aumento dei prezzi sono la cartina al tornasole delle fallimentari politiche economiche del centrosinistra, che - nascondendosi dietro lenzuolate di finte liberalizzazioni - hanno portato all’asfissia del mercato del lavoro e fatto precipitare i consumi e gli investimenti, con la conseguente contrazione della domanda interna. E’ necessario, a questo punto - ha concluso De Gregorio - che il prossimo Governo di centrodestra avvii un new deal capace di rilanciare l’economia e la fiducia dei consumatori e degli investitori internazionali”.

 ”Avviare con urgenza il tavolo di confronto tra gli alleati del Partito delle Libertà sulle liste nella circoscrizione Estero”. Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Il confronto, almeno per ciò che riguarda Italiani nel mondo, è completamente a zero, e ciò rischia di creare confusione tra i partiti alleati - ha aggiunto De Gregorio -. Rivolgo un caloroso appello per
la convocazione urgente dei responsabili Estero anche dei partiti minori, perché ciascuno possa far confluire nell’esperienza del Partito delle Libertà le proprie capacità e il proprio know how.
Nessuno può ritenersi oltraggiato dalle fughe in avanti di chi ha dedicato la vita alla costruzione di un progetto, se poi non si sottopone alla consuetudine democratica della relazione e dello scambio di opinioni. Intendiamo contribuire a che, anche all’estero, al Presidente Berlusconi possa essere tributato un grandissimo successo di consensi; noi crediamo di poter affidare alla coalizione un piccolo patrimonio di esperienza. Nel 2006, noi c’eravamo e nessuno può, oggi, ritenersi inabile alla competizione. Non vogliamo deroghe rispetto alla linea dettata dal Presidente di correre dentro un unico simbolo, ma ci chiediamo inquieti - ha concluso De Gregorio - che fine abbiano fatto gli esperti del comparto dei partiti maggiori e perché mai non ritengono di doversi confrontare?”.

 ”La determinazione del maresciallo Enrico Mercuri e del suo commilitone purtroppo scomparso, il maresciallo Giovanni Pezzulo, rendono questi ragazzi due eroi della solidarietà nazionale”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso di un’intervista a Sky Tg24, diretto da Emilio Carelli, a margine della visita al maresciallo Enrico Mercuri, ricoverato all’ospedale militare del Celio dopo l’attentato che lo ha visto coinvolto in Afghanistan.”Mercuri ha subito un intervento alla gamba, e l’operazione è andata molto bene. Per fortuna si è trattata di una ferita non invasiva. I nostri soldati sono stati aggrediti da un gruppo di terroristi mentre distribuivano viveri e - ha concluso De Gregorio - realizzavano visite sanitarie a favore della popolazione civile”.

“Italiani nel mondo aderisce alla moratoria contro l’aborto e condivide l’impegno di Giuliano Ferrara su questo delicatissimo tema, ma lo invita però a continuare la sua battaglia di civiltà all’interno del Partito delle Libertà”.

Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.

“Non è possibile ipotizzare - ha aggiunto De Gregorio - una frammentazione delle forze in campo, proprio ora che l’orientamento è concentrare le tensioni, gli sforzi e le energie in un unico soggetto politico, che non può e non deve rinunciare all’apporto intellettuale di Ferrara.

Italiani nel mondo ha deciso di raccogliere la storica sfida del presidente Silvio Berlusconi e del presidente Gianfranco Fini per la creazione di un’unica, grande casa dei moderati italiani, strutturata sul modello del Partito popolare europeo. Il mio appello a Giuliano Ferrara è di proseguire il percorso intrapreso non in solitaria, ma all’interno del Partito delle Libertà. L’Italia ha bisogno di uno sforzo unitario per cambiare ed anche i cattolici, ben presto, si renderanno conto che dentro il PdL entrano uomini e donne che hanno a cuore l’identità cristiana e i valori etico-religiosi”.

 ”In Afghanistan bisogna ripensare la strategia in senso solidale, ma anche da un punto di vista difensivo. Sono necessari più uomini e più mezzi  per tutelare gli operatori impegnati nella zona e bonificare le aree nelle quali operiamo e in cui, purtroppo, continueremo a rimanere vittime di aggressioni da parte di gruppi talebani i quali, foraggiati da potenze straniere, proseguiranno a colpirci”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso della trasmissione “Radio City”, a cura di Andrea Sabatini e condotta da Stefano Mensurati, in onda su Radio1 Rai, diretta da Antonio Caprarica.
“Bisogna partire da un’affermazione dei vertici della Nato: se fallisce la missione in Afghanistan fallisce l’opera dell’alleanza atlantica. E’ necessario restituire al governo Karzai il controllo del territorio: possiamo fare molto in questo senso, ed è evidente che finiremmo per scontrarci con fazioni armate e aggressive, ma è un problema che si porrà anche il consesso delle Nazioni Unite, sul mandato delle quali l’Italia agisce”.
“La drammatica scomparsa del maresciallo Giovanni Pezzulo, assassinato in un attentato terroristico in Afghanistan, non deve rappresentare occasione di strumentalizzazione politica. In questo momento di dolore - ha continuato De Gregorio -, bisogna soltanto essere vicini alla famiglia di questo eroe italiano, esperto di azioni umanitarie e di missioni di peace-keeping, caduto durante un’imboscata a sessanta chilometri da Kabul”.
“La rabbia e il dolore per questa perdita - ha concluso il presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama - resi ancor più acuti dal contesto in cui è maturato l’attacco, quando cioè la pattuglia dei militari italiani era impegnata nella distribuzione di generi alimentari e vestiario alla popolazione, non può e non deve sopraffare la logica umanitaria che anima questa missione. Alla famiglia e al capo di Stato maggiore dell’Esercito, pertanto, giungano le mie più sentite condoglianze”.

 ”E’ confortante apprendere che le condizioni fisiche del nostro presidente, Giorgio Napolitano, non destano preoccupazione, perché l’Italia - in questa particolare fase della sua storia - ha bisogno della saggezza e della lungimiranza del Capo dello Stato”.

Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.

“Al presidente della Repubblica vanno i più sentiti auguri non solo miei personali, ma dell’intero movimento politico Italiani nel mondo, affinché torni presto e di nuovo in forma al suo alto magistero”.

 ”In questo momento di dolore ci stringiamo fraternamente al presidente Gianfranco Fini e alla sua famiglia per la perdita dell’adorata madre”. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, esprimendo le proprie condoglianze e quelle del partito di InM al presidente di Alleanza Nazionale, onorevole Gianfranco Fini, per la scomparsa della madre.

“Eleggere un deputato nella circoscrizione Europa: questo è l’obiettivo principale di Italiani nel mondo, che correrà da solo con le proprie liste nel continente dal quale proverranno sei deputati e due senatori del nuovo Parlamento”. Lo afferma il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, annunciando una conferenza stampa a Roma lunedì 18 febbraio, nel corso della quale saranno presentati le liste e i candidati della circoscrizione Europa.

“Tuttavia, non attueremo stavolta la logica della desistenza nei collegi del Nord America, del Sud America e dell’Australia, dove in assenza di accordi con la Casa delle Libertà, Italiani nel Mondo presenterà il proprio simbolo e i propri candidati. Certo, potrebbe riproporsi l’errore delle scorse elezioni, durante le quali il frazionamento determinò una catastrofe, ma a stare a braccia conserte proprio non ci riusciamo.

Se ai tavoli di confronto vorranno chiamarci a cose fatte - ha concluso De Gregorio -, sarà difficile coinvolgerci”.

"Paolo Gianfelici, componente del Partito Democratico in Germania, appare molto preoccupato rispetto all’idea che Italiani nel mondo possa ripresentare la sua lista nella circoscrizione Europa alle prossime consultazioni politiche".

Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico "Italiani nel mondo".

"E’ vero che alle politiche del 2006 Italiani nel mondo c’era e che, seppure presente nella scheda con il suo simbolo e quello di Di Pietro, ha strappato un deputato all’Unione. Questo risultato – prosegue De Gregorio - è senza dubbio allarmante per Gianfelici ma è forte di un dato elettorale del 5,4% .

E’ vero che Italiani nel mondo si  appresta a ripresentare la sua lista e che molto probabilmente sarà in grado di eleggere nuovamente un deputato ai danni dei soliti scienziati e dei chiacchieroni come Gianfelici.

E’ vero anche – sottolinea  De Gregorio - che la sinistra, in queste ore, si concentra ad effettuare un attacco mediatico transnazionale a Italiani nel mondo perché quasi certamente ha il timore che i nostri concittadini all’estero possano premiare il nostro movimento politico. Consigliamo a Gianfelici di darsi da fare per evitare che l’Unione perda anche all’estero. Quanto ai militari italiani conclude il presidente della Commissione difesa del senato -,  l’esponente del Pd in Germania eviti di coinvolgere gli uomini in divisa nella sua strumentale polemica, considerato che rappresentano un orgoglio nazionale non negoziabile".

 ”La disperazione del centrosinistra, in queste ore, riesce a portare a casa il terribile risultato di una pericolosa trappola ai danni della Casa delle Libertà. Una trappola da un milione e mezzo di voti nella quale, a quanto sembra, qualcuno sta cadendo”. Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”. “Approfittando di una politica costruita ad arte, finanziando libri e trasmissioni tv, e di un sospetto nuovismo che puzza di bruciato, Veltroni annuncia che correrà da solo, senza i partitini, gettando scompiglio nelle sue fila. Nella CdL, nel frattempo, si raccoglie appello e perfino i federalisti più spinti, quelli che fino a ieri sottolineavano l’importanza delle identità locali e rincorrevano gli autonomisti trentini per venti o trentamila voti, adesso aprono ad un club esclusivo di padri della Patria, dal quale sarebbero esclusi i piccoli partiti. Alle scorse elezioni politiche, perse dalla CdL per soli 24mila voti, i cosiddetti “piccoletti” - che si guardarono bene dal riempire le liste di nani e ballerine - conseguirono un risultato da oltre un milione di voti. Rappresentavano identità locali non riproducibili e magari, adesso, qualcuno di loro si frega le mani all’idea di rifugiarsi nel diritto di tribuna senza passare per le estenuanti forche caudine del consenso di territorio. Attenti, non erano partiti che prendono voti di immagine, ma di singoli cittadini contattati uno per uno nelle varie regioni italiane. Il problema, stavolta, come sempre, è quello che ci pensa zio Silvio, forte di sondaggi che gli danno la maggioranza del favore popolare. Mi domando, inquieto: e se fosse una trappola? Se fosse un errore evitare di contare Dini, Mastella e perfino il sottoscritto che, nelle scorse politiche, correvano nell’altro schieramento? E se l’opposizione di alcuni, mutuata dalla trovata geniale di Veltroni, fosse legata al semplice personalismo di non voler vedere crescere nuovi soggetti politici? L’investimento di rapporto politico che Silvio Berlusconi ha voluto profondere nei confronti di Italiani nel mondo ci spinge al dovere di sottolineargli questo interrogativo. Grazie a lui, oggi Italiani nel mondo può raccogliere 300mila voti in Italia presentando le proprie liste e il dato emerge da sondaggi non taroccati e disponibili alla verifica. Se qualcuno avesse esposto al presidente Berlusconi sondaggi nei quali si evidenzia che meno partiti corrono e più consensi si raccolgono, farebbe bene allora a riflettere sui 24mila voti del 2006, che fanno riporre i trionfalismi e necessitano di una importante riflessione. Noi, per fortuna, siamo tra quelli che chiedono di correre e che, tuttavia, come sempre non opporranno a Silvio Berlusconi “se” e “ma”, rispetto alle decisioni che egli vorrà assumere. Gli suggeriamo soltanto - ha concluso De Gregorio - di stare attento a non farsi irretire dagli scienziati di sempre e di seguire, come è giusto, il suo infallibile istinto di grande statista”.

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