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“Il movimento politico Italiani nel mondo saluta l’elezione a presidente del Senato di Renato Schifani, politico di grande esperienza che saprà certamente rappresentare una figura di garanzia per l’intero arco costituzionale”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“La serietà e la passione che da sempre ne contraddistinguono l'’impegno politico gli offriranno la possibilità di affrontare al meglio l'’altissimo magistero cui è stato chiamato. Al presidente Schifani rivolgo, a nome mio personale e del movimento che ho l'’onore di presiedere, un caloroso augurio di buon lavoro”.

 ”Il movimento politico Italiani nel mondo esulta per l’eccezionale risultato conseguito dal proprio delegato in Nord America, Amato Berardi, che testimonia il grande sforzo profuso, in questi anni, per consolidare i rapporti di collaborazione e di amicizia tra il movimento politico e le comunità italo-americane”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“Berardi ha saputo dimostrare non solo l’importanza di una politica fatta sul territorio, ma anche l’orgoglio dei tanti connazionali che vivono lontano dall’Italia di farsi protagonisti delle scelte politiche del proprio Paese d’origine. Con questo risultato, Italiani nel mondo si afferma come una realtà politica internazionale, che fa della condivisione degli obiettivi e delle strategie il proprio fulcro d’azione. Ribadiamo lealtà al presidente Silvio Berlusconi e all’intera coalizione - ha concluso De Gregorio - alla quale siamo orgogliosi di aver portato in dote la voglia di fare, la passione e la voglia di riscatto dei nostri uomini”.

 ”I dirigenti di Italiani nel mondo, alleato leale del Popolo della Libertà, festeggiano in queste ore la vittoria del presidente Silvio Berlusconi, esprimendo al contempo la propria solidarietà al senatore Sergio De Gregorio, il quale - per rendere possibile questo trionfo - ha pagato un prezzo altissimo anche a danno della propria  immagine e della serenità della propria famiglia”.

Lo afferma Giovanni Lucianelli, portavoce nazionale del movimento a margine di una riunione dell’ufficio di presidenza.

“Ci auguriamo che gli alleati sappiano valutare con serenità il sacrificio di aver sfidato Romano Prodi e la sua arrogante armata in tempi non sospetti, scoprendo il fianco ad attacchi personali che suonano oggi come l’esito più vergognoso di un contrasto politico che utilizza ogni argomento, anche il più falso, per tentare di annullare l’avversario e la sua credibilità”.

 ”Chiederò di essere interrogato prima del voto. Domani i miei legali presenteranno un'’istanza formale alla Procura di Reggio Calabria. La fuga di notizie questa volta si coniuga con la chiusura della campagna elettorale e rischia di incidere su due regioni come la Campania e la Calabria, fondamentali per l’equilibrio politico”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader  nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso di una conferenza stampa tenutosi questa mattina a Roma dopo le indiscrezioni di stampa circa il suo presunto coinvolgimento in un’inchiesta per mafia della procura di Reggio Calabria.

“Il mio nome non risulta nel registro degli indagati. Un documento  rilasciato dalla stessa Procura attesta che ‘non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione’ nei miei confronti. Non è possibile - afferma De Gregorio - che un senatore apprenda di essere indagato a mezzo stampa, per poi sapere dalla stessa Procura che non è così. E’ assurdo, spero che il Csm e il Capo dello Stato possano intervenire, non ho nessuna intenzione di aspettare i tempi della giustizia e di aspettare di essere macellato dai giornali perché non ho fatto nulla. Non voglio subire quest’onta e questa infamia, questa aggressione a 48 ore dal voto. E’ un caso mostruoso e inquietante”.
“Questa cena elettorale risale alla vigilia delle amministrative del 2007, e si tratta di un appuntamento al quale hanno preso parte 350 persone e al quale ho partecipato in veste pubblica, scortato e accompagnato dai Carabinieri. Da allora manco dalla Calabria, e non ci ero nemmeno stato nei cinque anni precedenti. Ero lì a seguito di un patto politico territoriale propostomi da Alberto Sarra e il suo Centro cattolico cristiano. Abbiamo aderito al patto, sono andato a Reggio a inaugurare la sede del Cdc e poi alla cena. Quando ho avuto sentore della presenza di un personaggio poco raccomandabile - continua De Gregorio - ho rotto la relazione con Sarra e non sono più andato a Reggio Calabria. E l’ho rotta per telefono, quindi se ci sono intercettazioni dovrebbe risultare. Non devo rispondere, quindi, di nessun rapporto a rischio”.
“La caserma Mezzacapo non è mai stata in vendita, e comunque - ha concluso il presidente della Commissione Difesa del Senato - la dismissione delle caserme dipende dall’agenzia del Demanio. Come presidente dell’organo parlamentare di Palazzo Madama non ho nessuna competenza e nessuna relazione con il piano di dismissione, anzi io ho sempre protestato contro la dismissione delle caserme”.

Sono stato ad una cena elettorale, accompagnato da carabinieri e agenti della Criminalpol. Ho salutato oltre trecento simpatizzanti ed ero insieme al consigliere regionale Alberto Sarra, avvocato penalista che ben conosce il suo territorio. Se c’è un filmato, sono convinto che possa documentare che, dopo i primi saluti, ho trascorso l’intera serata al fianco del consigliere Sarra e del candidato locale alla municipalità.
Sono sconcertato e, allo stesso tempo, convinto che non debba pagare prezzi politici per aver partecipato ad una riunione conviviale, su invito degli alleati di partito e nell’ambito della campagna elettorale per le amministrative del 2007. In quella cena si è parlato esclusivamente di politica. Non ho mai ricevuto richieste di intervento a favore di questo o quel progetto imprenditoriale e sono almeno dieci mesi che non metto piede a Reggio Calabria. Inoltre, mi risulta che alla mia segreteria di Roma abbia avuto accesso solo personale politico collegato al consigliere regionale Sarra.
Sono a disposizione del magistrato ed ho già attivato i canali legali perché, nel più breve tempo possibile, si possa predisporre il mio interrogatorio. E’ necessario che questa vicenda non diventi un ulteriore elemento di indirizzo politico nell’ambito di una campagna elettorale delicata e complessa. I fatti risalgono al 2007 e la domanda è sempre la stessa: come mai la notizia appare su due quotidiani nazionali a quattro giorni dal voto, considerato che la mia presenza a Reggio Calabria non viene più segnalata da dieci mesi?

 Mi spiace per la violazione, ritenuta così grave dal giudice di Napoli, circa la mia mancata presenza, quale teste, in un’aula di tribunale, ma vorrei sottolineare che siamo in campagna elettorale e che un senatore della Repubblica, ricandidato, ha il diritto-dovere di impegnarsi, soprattutto negli ultimi giorni, nel confronto con i cittadini, raccogliendone le istanze e le aspettative in una regione attanagliata da mille emergenze.
Va comunque evidenziato che sarebbe giusto che un magistrato, in presenza di una violazione non grave, possa rendersi conto che anche una banale ammenda comminata a due magistrati e a un parlamentare possa finire per diventare uno strumento pubblico di diffamazione per le persone. Sono rispettoso delle decisioni del giudice, ma sarebbe bastato riconvocarmi senza clamorose censure. Quanto ai fatti oggetto del processo - ha concluso De Gregorio - penso di poter essere poco utile all’accertamento della verità, in quanto delle vicende giudiziarie conosco poco o nulla.

 Non esulto alla notizia dell’annuncio di Bassolino di dimettersi nel 2009,  perchè ritengo che il problema non vada risolto tra un anno, ma subito. E  per farlo, è necessaria una sintonia tra governo centrale e regionale. Credo proprio che il nuovo esecutivo reputerà di non affidare alcun compito specifico all’attuale giunta regionale. Se il centrodestra vincerà in Campania alle consultazioni del 13 e 14 aprile, Bassolino dovrebbe prendere atto della sconfitta e lasciare subito”. Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, nel corso dell’intervista realizzata a Retepiù Italia da Giancarlo Borriello per la tramissione “Svolta politica”, rubrica a cura di Livio Varriale. L’intervista andrà in onda questa sera alle ore 21.50 su Julie Channel.
“Quando un uomo ha tenuto nelle mani i destini di una regione come questa, potendo operare quasi indisturbato e fallendo così clamorosamente il mandato, è bene che si guardi allo specchio e decida che il suo tempo è passato. Bassolino - ha concluso De Gregorio - non può rappresentare la Campania al Parlamento Europeo, perchè è stato il riflesso della peggiore negatività degli ultimi dieci anni”.

 "Oggi da Napoli si leva una grandissima azione di protesta da parte dei cittadini campani, che affermano con forza che non ce la fanno più e che aspettano che gente diversa guidi il Paese e le istituzioni locali, dove presto andremo a votare e il Popolo della Libertà si dovrà far trovare pronto". Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico "Italiani nel mondo", a margine della convention di InM al Palapartenope di Napoli, alla quale partecipano gli onorevoli Italo Bocchino e Mara Carfagna.

"La priorità per la Campania è quella di superare la fase terribile dell’emergenza rifiuti. Siamo sulla buona strada, ma il primo atto del Governo Berlusconi sarà quello di garantire ai cittadini campani l’assenza di immondizia per le strade".

"Inoltre – ha continuato De Gregorio – bisogna puntare forte sulla sicurezza: Napoli è diventata il serbatoio di smistamento dei più importanti traffici internazionali di stupefacenti, nonostante il lavoro encomiabile delle forze dell’ordine. Bisogna agire contro i narcos, e fare in modo che questi signori non possano uscire dalle loro case. Il contributo dell’esercito può essere utile per impedire ai trafficanti di muoversi di casa e per impedire a clan sanguinari di mantenere il controllo di questo enorme business. E’ questa la ricetta per restituire sicurezza ai cittadini".

"Bisogna internazionalizzare il brand del made in Italy nel mondo, e riportare Napoli e la Campania nel globo a testa alta, con la dignità che ci è propria. L’altro giorno – ha concluso De Gregorio – la Cina ha bloccato la commercializzazione di tutti i prodotti italiani di origine casearia, per timore di infezioni alla diossina come nel caso della mozzarella. Questa emergenza ci sta portando una mazzata terribile, e il nostro obiettivo deve essere quello di ridare dignità al brand Napoli".

“Italiani nel mondo sarà in Cina per convincere il Governo a non bloccare l’importazione di prodotti lattiero-caseari provenienti dalla Campania”.
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”.
“La psicosi di questi giorni ha ottenuto come risultato il ritiro non solo delle mozzarelle di bufala dai grandi circuti della distribuzione organizzata, ma perfino l’imposizione alle piattaforme alimentari di non diffondere formaggi italiani, tra i quali il parmigiano. Sembra incredibile, ma l’atmosfera che si respira in quel continente rischia di assestare un’ulteriore batosta alla piccola e media impresa della regione Campania e al made in Italy. Persino la catena di cash and carry della Metro, che fornisce oltre quaranta piattaforme di distribuzione nel Paese, pur avendo rinnovato la propria disponibilità alla commercializzazione del prodotto, non riesce ad ottenerlo per il blocco che ormai è concentrato sul sistema doganale. Nelle prossime ore, una videoconferenza con gli operatori italiani di Shangai e della Cina mi fornirà l’esatta fotografia della situazione di crisi.
Italiani nel mondo interverrà sulle autorità cinesi perché il blocco venga rimosso. Lo farò anche in qualità di presidente dell’associazione parlamentare di amicizia Italia-Hong Kong, perché molti flussi di informazione diretti alla Cina passano per le piattaforme della regione amministrativa speciale di Hong Kong. È tempo di rimboccarsi le maniche e di lanciare un’opera di solidarietà
bipartisan, chiedendo alle autorità cinesi di prendere in considerazione i risultati rassicuranti delle ultime analisi del prodotto che in molti casi escludono la presenza di diossina e altre sostanze inquinanti nella mozzarella di bufala e nei formaggi campani”.

NEW YORK - “Il voto all’estero rischia di essere compromesso dallo spettro dei brogli elettorali, così come già accaduto nella scorsa competizione”.

Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico “Italiani nel mondo”, a margine di un incontro con una rappresentanza di imprenditori della comunità italo-americana a New York, dove si trova per sostenere la candidatura alla Camera di Amato Berardi (PdL).

“Le schede elettorali inviate per posta all’indirizzo dei residenti iscritti all’Aire saranno ritirate da centinaia di emissari dei candidati, che centralizzano il voto ed esercitano un controllo dei meccanismi elettorali che spoglia dei necessari requisiti di trasparenza la corretta competizione. È opportuno che le autorità consolari - ha concluso De Gregorio - esplicitino controlli serrati, in vista delle elezioni, perché le comunità di italiani all’estero stanno vivendo un senso di sfiducia che non fa bene all’immagine del Paese”.

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